| Intervista a Sandro Bondi |
|
|
|
Intervista al Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi Essere ministro dei beni culturali e ambientali di un Paese, come l'Italia, che possiede la fetta maggiore del patrimonio storico e artistico del mondo fa tremare le vene e i polsi. Un patrimonio ancora lontano dall'essere completamente valorizzato perché finora ci si è limitati soprattutto all'indispensabile azione di tutela. Qual è la svolta che lei intende dare ? "Fin dall'inizio del mio mandato, quando ho presentato al Parlamento le linee programmatiche del ministero, ho avuto chiaro che il compito a cui ero stato chiamato era al contempo immane ed entusiasmante. Il ruolo dei beni culturali in Italia non può che essere centrale. Il nostro Paese non ha infatti risorse naturali, né è leader dell'industria e della finanza, ma certamente è riconosciuto in tutto il mondo per il suo patrimonio storico artistico e archeologico. Per questo motivo ho deciso di investire nella valorizzazione di un settore fondamentale dei beni culturali cioè il rilancio dei musei e dei siti archeologici". Da sempre un punto critico nella politica di conservazione e valorizzazione culturale è rappresentato dai musei, un giacimento di civiltà e arte che tutto il mondo ci invidia. Ma che devono trasformarsi da polverose raccolte di cimeli e reperti in luoghi di forte attrattiva, di aggregazione e sedi di eventi, con la presenza di caffè e ristoranti accoglienti e di boutique dove acquistare ricordi e gadget. Quali sono gli interventi previsti per il loro rilancio ? "I musei sono fondamentali non solo nella loro funzione di preservare il patrimonio ereditato dal passato, ma anche nella funzione di educare e tramandare la conoscenza alle generazioni future. Essi devono tornare a essere, nelle città e nei paesi, istituzioni centrali nella vita comunitaria in cui si deve fruire e si deve produrre cultura a disposizione di tutti. Per questo motivo è stata istituita da circa un anno la nuova Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio, guidata da un manager esperto e capace come Mario Resca. La sua missione mira a introdurre un approccio manageriale nella gestione dei musei e delle aree archeologiche, per dare nuovo slancio al turismo in Italia nel contesto internazionale sfruttando le enormi potenzialità che il web offre a milioni di utenti in tutto il mondo, innovando con accordi all'avanguardia coi grandi motori di ricerca, e investendo sull'apertura prolungata dei musei, su una maggiore comprensibilità dei reperti e in generale sulla modernizzazione del nostro sistema museale". In un momento di gravi difficoltà economiche come l'attuale come si possono conciliare questi obiettivi così ponderosi con i chiari di luna del bilancio dello Stato ? "Migliorando le nostre performance, a partire dai musei che ancora non esprimono al massimo le proprie potenzialità. La mia convinzione di rinnovare il sistema musei si è basata innanzitutto su un'attenta valutazione dell'esistente, cioè il cattivo funzionamento dei musei, e sulla contingenza economica che impone risparmi e razionalizzazioni anche alla cultura. Con ciò non voglio sminuire il lavoro delle soprintendenze che, al contrario, hanno svolto e svolgono l'imprescindibile compito di tutela e conservazione del patrimonio culturale italiano, ma oggi c'è bisogno di un modello nuovo per lo sviluppo dei musei. Un modello da applicare coinvolgendo fino in fondo i privati, le fondazioni bancarie, e gli enti locali. L'obiettivo e' quindi di rendere i musei autonomi". Siccome il pozzo dei contributi pubblici non è senza fondo si rende sempre più necessario chiamare a raccolta i privati, enti, banche grandi aziende, coinvolgendoli, nel nome dell'etica e della responsabilità sociale delle imprese, in partnership museali e culturali sia nell'azione di tutela e restauro che in quella della promozione. Cosa si sta facendo al riguardo?
La nuova strategia del suo Dicastero non si è limitata all'enunciazione delle linee direttive, ma si è tradotta in una profonda riorganizzazione interna con la creazione della Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale affidata a una personalità di grande esperienza manageriale come Mario Resca. Quali risultati si attende dall'alleanza di anime così differenti? Da un lato la cultura imprenditoriale e, dall'altro, quella accademica, già ben radicata nelle varie branche del suo Ministero, un grande scrigno di eccellenze uniche sul piano culturale per esperienze, ma carente nell'attitudine a valorizzare e comunicare il grande patrimonio di cui dispone. "La Direzione di Mario Resca sta dando i primi frutti in termini di aumento dei visitatori nei nostri musei e in termini di nuove regole per la gestione dei servizi aggiuntivi. Dopo tre anni di proroghe sono partite il 30 giugno le nuove gare d'appalto per il rinnovo dei concessionari museali che amplieranno il numero di operatori in competizione tra loro e quindi un auspicato miglioramento dei servizi per il pubblico (biglietterie, bar, bookshop...), nonché gli introiti che saranno poi messi a disposizione della conservazione del nostro patrimonio storico e artistico. E' di pochi giorni fa il nuovo accordo per la Pinacoteca e l'Accademia di Brera, che dopo 35 anni consentirà al principale museo statale di Milano di divenire la più grande istituzione culturale del nord Italia e competere con le principali realtà museali internazionali". I rapporti culturali con la Cina e la sua millenaria civiltà sono ottimi come testimonia anche il riconoscimento venuto dal presidente della Repubblica popolare cinese. Tra l'altro è prevista una pianificazione culturale triennale e la creazione del Oltre al "Museo Italia" a Pechino. Cosa ci può dire di questa e delle altre iniziative in programma ? "Come tutti sapranno il prossimo ottobre inaugurerà in Italia l'anno culturale della Cina. Si tratta di un'occasione importante che consentirà come è stato per l'anno dell'Italia in Cina, nel 2006, di approfondire meglio la conoscenza di questo Paese. Ci stiamo preparando al meglio in attesa di questo rilevante appuntamento. Proprio in questi giorni è in corso a Milano, dopo essere stata a Pechino, la straordinaria mostra "I due Imperi: L'aquila e il dragone" che è il risultato della cooperazione pluriennale tra il Ministero per i Beni e le Attività culturali e l'amministrazione statale del patrimonio culturale della Repubblica Popolare Cinese. Per la prima volta questa esposizione mette a confronto due dei più importanti Imperi della storia mondiale, l'Impero Romano e le Dinastie cinesi Qin e Han nel periodo che va dal II sec. a.C. al II sec. d C. Credo che questo esempio è uno dei modi migliori per prepararsi ad ospitare l'anno della Cina in Italia al quale tutte le forze vive della cultura italiana sono chiamate a partecipare. La decisione di voler contribuire al progetto di cooperazione culturale ha dimostrato quanto lo scambio culturale sia fondamentale per avvicinare due Paesi tra loro diversi. E' un dialogo fondato sui valori dell'uomo come costruttore di civiltà. Sono tutti argomenti che ho avuto modo di ricordare al Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Hu Jintao in occasione della sua visita in Italia per il G8". Qual è il messaggio che la cultura italiana intende dare al mondo attraverso Expo Shanghai e poi in occasione della futura esposizione di Seul per finire con Milano Expo 2015. "Il padiglione Italia a Shanghai, la vetrina sul mondo del "Made in Italy", mostrerà ai suoi visitatori le eccellenze dell'arte italiana. Sarà un invito per le migliaia di visitatori a venire in Italia a scoprire i nostri tesori e a visitare non solo le grandi città d'arte, ma anche le città "minori" ricche di cultura, storia, fascino e tradizione. La cultura si conferma così un potente strumento di dialogo, un solido ponte capace di avvicinare popoli e continenti nel segno di una reciproca ammirazione per i rispettivi patrimoni artistici. È nostro compito esaltare tale ruolo anche in collaborazione con le migliori realtà private del Paese".
"Sì, lo scorso 13 maggio ho presentato, al Ministero dei Beni Culturali con il mio collega russo Alexander Avdeev, insieme con i coordinatori incaricati dai rispettivi governi Giuliano Urbani per l'Italia e Mikhail Shivdkoy per la Russia, il ricco programma delle manifestazioni previste nei due paesi. Abbiamo sottoscritto un memorandum d'intesa per questo evento. Il programma culturale che abbiamo messo a punto e' altamente significativo e di grande valore e corrisponde pienamente all'importanza che i governi italiano e russo intendono attribuire alla manifestazione. Ci saranno molte forme di scambio decentrate, tra governi periferici, con una miriade di gemellaggi. Mostreremo le eccellenze italiane del passato ma anche quelle del presente, come il design, per far conoscere a questo popolo amico le innovazioni che ogni giorno crea l'Italia. Per quanto riguarda la lirica, il Teatro alla Scala si esibirà al Bolshoi di Mosca. Nella capitale russa saranno inoltre allestite due mostre, presso il museo Pushkin, dedicate a Caravaggio e a Botticelli. Ma in scena andranno anche i grandi pittori italiani del Novecento e il cinema italiano con una rassegna itinerante, senza dimenticare un premio per i traduttori che svolgono un ruolo essenziale nella conoscenza reciproca. Per l'inaugurazione dell'anno in Italia abbiamo deciso di organizzare una mostra su Alexander Deineka, artista poco conosciuto in Italia ma legato a diverse correnti artistiche italiane. E' al vaglio anche un'esposizione in più città italiane dedicata ai capolavori conservati al Cremlino, compresi alcuni esemplari della splendida collezione delle uova Fabergé". Ed ora una domanda che tocca molto da vicino la nostra rivista, sia nella sua versione on line in 37 lingue sia in quella cartacea in 7 lingue che viene presentata a Shanghai. E' superfluo sottolineare le possibilità offerte dalla tecnologia informatica e telematica con l'utilizzo di strumenti avanzati nella telefonia mobile per informare e rendere il patrimonio culturale più facilmente accessibile. Lei sa bene che la sfida della modernità viene lanciata anche nella comunicazione sul web con strumenti quali: Facebook, Youtube e Twitter e in particolare Google, specie per quanto riguarda il progetto dei Google Books, con respiro internazionale e locale. Come sta operando in questo settore il suo Ministero ? E quale ruolo avranno i giovani, destinatari privilegiati nell'uso di questi strumenti elettronici di informazione e divulgazione "Il 10 marzo scorso il ministero per i Beni Culturali ha sottoscritto un importante accordo con il motore di ricerca Google. Un'intesa che ha aperto una nuova strada per la cultura italiana, un milione di volumi conservati nelle biblioteche nazionali di Roma e Firenze saranno digitalizzati e messi in rete. Le opere di Dante, Petrarca, Leopardi e Manzoni sono quindi a portata di clic per chiunque nel mondo. Questo è solo un esempio di come il Mibac, anche grazie alla direzione per la valorizzazione, stia cercando di unire la cultura e l'impresa, la cultura e le nuove tecnologie. Questo accordo permetterà inoltre di dare lavoro a un centinaio di giovani italiani, grazie alla costituzione di un centro di digitalizzazione di Google nel nostro Paese". Per concludere, il prossimo anno si celebrano i 150 anni dell'Unità d'Italia che può rappresentare un'ulteriore chance di promozione culturale per il nostro Paese. Come si inquadra questo evento nelle strategie di intervento del Ministero ? "Le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia vedranno la cultura e la memoria culturale del nostro Paese quali cardini centrali del programma dei festeggiamenti. Il Comitato dei Garanti, d'intesa con il Ministero, ha deciso di concentrare il programma delle celebrazioni nel recupero del patrimonio risorgimentale, i luoghi della memoria che devono tornare a vivere non solo nell'immaginario ma anche nella quotidianità della nostra nazione. Lo scoglio di Quarto, Marsala, Calatafimi, Caprera, Curtatone, Montanara, Montebello, così come i canti e le poesie del Risorgimento devono uscire dai libri di storia, dove hanno invero assunto una patina polverosa e retorica, per tornare a raccontarci l'epopea di tanti giovani italiani che un secolo e mezzo fa hanno lottato e si sono immolati per liberare l'Italia dalle dominazioni straniere e farne una nazione unica e indipendente. Solo così potremo continuare a comprendere il senso profondo del nostro stare assieme, la matrice autentica della nostra comunità nazionale". |



Titolo: LA CULTURA E' UN POTENTE STRUMENTO DI DIALOGO
"Credo che la crisi, paradossalmente, rappresenti un'opportunità, un'occasione per affrontare alla radice il problema del rapporto tra l'attività culturale e il finanziamento dello Stato. In Italia le classi dirigenti esterne alla politica devono trovare coscienza del proprio ruolo e della responsabilità sociale che compete loro e assumersi il peso anche della cultura, il cui sostegno e indirizzo non deve essere demandato totalmente allo Stato che dovrebbe invece intervenire solo in via sussidiaria. Un esempio concreto del dialogo tra Stato, Regioni, Comuni e le realtà economiche locali, finalizzato alla valorizzazione e ad interventi di tutela del patrimonio culturale dei singoli territori è rappresentato dagli accordi che il Ministero ha sottoscritto con l'Associazione Casse di risparmio italiane e per adesso due regioni, Emilia Romagna e Toscana".
Lei ha incontrato di recente anche il suo collega russo Avdeev per discutere il programma delle iniziative culturali previste per il 2011, anno della cultura italiana in Russia e della cultura russa in Italia. Cosa si sta preparando ?